domenica, Aprile 6, 2025

Alfred Gauthier

L’avventura imprenditoriale di Alfred Gauthier ebbe inizio nel 1902 a Calmbach, nella Foresta Nera tedesca, dove il meccanico, insieme al fratello Gustav, fondò una officina di meccanica di precisione. I primi anni furono dedicati alla produzione di componenti per orologi e strumenti scientifici, settori che richiedevano una lavorazione meticolosa dei metalli e una profonda conoscenza dei meccanismi a scatto. Questo background tecnico permise a Gauthier di trasferire competenze chiave nel campo fotografico, allora in piena espansione.

Nel 1904, l’azienda lanciò il suo primo otturatore fotografico: il Koilos, un dispositivo a tre lamelle in ottone con freno in pelle. Questo modello, sebbene rudimentale rispetto agli standard successivi, introdusse due innovazioni fondamentali: un sistema di chiusura progressiva che riduceva le vibrazioni e un meccanismo di regolazione manuale delle velocità basato su una leva a frizione. Il Koilos era compatibile con obiettivi di diametro fino a 45 mm e offriva tempi di esposizione compresi tra 1/25 e 1/100 di secondo, oltre alla posa B (Bulb) per esposizioni prolungate.

Il successo del Koilos spinse Gauthier a specializzarsi nella produzione di otturatori, settore in cui la concorrenza era dominata da colossi come Compur (controllata da Deckel). Per differenziarsi, Gauthier puntò su materiali di alta qualità e su un design modulare che permettesse di adattare gli otturatori a diverse tipologie di fotocamere. Nel 1908, l’azienda presentò l’ISBO, il primo otturatore al mondo dotato di una filettatura per l’innesto di un cavo flessibile di scatto remoto, una funzionalità rivoluzionaria per l’epoca. L’ISBO offriva tempi fino a 1 secondo e un sistema di sincronizzazione meccanica con gli obiettivi, anticipando soluzioni che sarebbero diventate standard decenni dopo.

Parallelamente alla produzione di otturatori, Gauthier avviò nel 1909 un reparto dedicato alla costruzione di macchine utensili specializzate, necessarie per la lavorazione precisa di componenti metallici. Questa scelta strategica permise all’azienda di controllare l’intera catena produttiva, riducendo la dipendenza da fornitori esterni e garantendo una qualità costante. Le macchine Gauthier erano progettate per operare con tolleranze inferiori al millesimo di millimetro, un requisito essenziale per la produzione di otturatori affidabili.

Innovazioni tecniche negli otturatori (1912-1939)

Il periodo tra le due guerre mondiali segnò l’apice dell’innovazione tecnologica di Gauthier. Nel 1912, l’azienda introdusse due modelli destinati a diventare icone: il Vario e il Prontor. Il Vario era un otturatore a lamelle in acciaio temperato, progettato per fotocamere di medio formato. La sua particolarità risiedeva nel sistema di regolazione delle velocità a disco graduato, che permetteva di selezionare tempi da 1/10 a 1/200 di secondo con un semplice movimento rotatorio. Il Prontor, invece, era un otturatore a tendina in tessuto gommato, inizialmente sviluppato per fotocamere a lastre di grande formato. La sua architettura prevedeva due tendine scorrevoli su rulli in ottone, con un meccanismo a molla caricabile manualmente.

Una delle innovazioni più significative del Prontor fu l’introduzione nel 1935 della velocità 1/500 di secondo, ottenuta grazie a un sistema di bilanciamento delle molle e a una riprogettazione dei cursori di trascinamento. Questa caratteristica lo rese ideale per la fotografia sportiva e d’azione, settori in rapida crescita negli anni ’30. Per garantire la massima affidabilità, Gauthier adottò leghe di alluminio e titanio per i componenti soggetti a usura, riducendo del 70% l’attrito rispetto ai modelli concorrenti.

Nel 1932, Gauthier collaborò con la Robot per sviluppare l’otturatore a disco rotante della serie Robot Star, utilizzato nelle prime fotocamere motorizzate per riprese in sequenza. Questo dispositivo, basato su un disco forato che ruotava a velocità controllata, permetteva fino a 4 scatti al secondo con tempi di 1/1000 di secondo. La precisione del meccanismo era tale che venne adottato anche in ambito militare per fotocamere di ricognizione aerea, dove l’affidabilità in condizioni estreme era critica.

Durante gli anni ’30, Gauthier perfezionò il sistema di sincronizzazione del flash, introducendo un contatto elettrico integrato nell’otturatore che si attivava al raggiungimento della massima apertura delle lamelle. Questa soluzione, brevettata nel 1938, ridusse il ritardo di accensione del lampo a meno di 2 millisecondi, un record per l’epoca. I modelli equipaggiati con questa tecnologia recavano la sigla SYNCHRO-PRONTOR, diventando lo standard per i fotografi di studio professionisti.

Collaborazioni industriali e applicazioni scientifiche

La reputazione di Gauthier come produttore di meccanismi di precisione attirò l’attenzione di Carl Zeiss, che nel 1910 acquisì una quota minoritaria dell’azienda. Questa partnership permise a Gauthier di accedere a risorse tecniche e finanziarie senza perdere il controllo operativo. Uno dei primi frutti della collaborazione fu l’otturatore Ibsor, progettato specificamente per gli obiettivi Tessar di Zeiss. L’Ibsor combinava un diaframma a iride a 10 lamelle con un otturatore a tendina, offrendo una precisione di chiusura di ±0,01 mm.

Nel 1929, Gauthier sviluppò per conto della Reichswehr (l’esercito tedesco) un otturatore resistente alle basse temperature, utilizzato nelle fotocamere da ricognizione montate su aerei e dirigibili. Questo modello, identificato come MIL-P-1932, impiegava lubrificanti a base di grafite solida e molle in acciaio al cromo-nichel, capaci di mantenere prestazioni costanti tra -40°C e +50°C. Durante la Seconda Guerra Mondiale, l’azienda fu coinvolta nella produzione di sistemi di accensione per granate, adattando le proprie macchine utensili alla lavorazione di microcomponenti in ottone.

Nel dopoguerra, Gauthier riconvertì la produzione verso applicazioni civili, introducendo nel 1948 l’otturatore Prontor-SV, il primo a includere un esposimetro meccanico integrato. Questo sistema si basava su una cellula al selenio collegata a un indicatore a lancetta visibile sul corpo dell’otturatore, permettendo ai fotografi di regolare tempi e diaframmi senza strumenti esterni. Il Prontor-SV divenne popolare tra i fotoreporter grazie alla sua robustezza e alla compatibilità con pellicole a 35 mm.

Materiali e tecniche costruttive

La produzione Gauthier si distingueva per l’uso di leghe metalliche avanzate e processi di lavorazione all’avanguardia. Gli otturatori Vario e Prontor degli anni ’30 erano realizzati in alpacca (una lega di rame, nichel e zinco) per le parti strutturali, mentre le lamelle erano in acciaio al carbonio temprato a 62 HRC. Questo trattamento aumentava la resistenza all’usura, garantendo una durata media di oltre 100.000 cicli di scatto senza perdita di precisione.

Le guide delle tendine negli otturatori a disco erano lavorate con torni a controllo ottico, una tecnologia pionieristica per l’epoca che permetteva di raggiungere tolleranze di ±0,005 mm. Per ridurre l’attrito, Gauthier sviluppò un rivestimento a base di molibdeno disolfuro applicato mediante deposizione elettrolitica, una tecnica mutuata dall’industria aeronautica.

Uno degli aspetti più innovativi della produzione Gauthier era il montaggio manuale calibrato. Ogni otturatore veniva assemblato da tecnici specializzati che regolavano le molle con dinamometri a quadrante, garantendo una tensione uniforme. I tempi di esposizione erano verificati con stroboscopi a lampada al sodio, dispositivi in grado di misurare intervalli fino a 1/1000 di secondo con un errore massimo del 2%.

Modelli principali e configurazioni

Tra i modelli più significativi prodotti da Gauthier spicca la fotocamera pieghevole AGC degli anni ’30, equipaggiata con otturatore Vario e obiettivo Weltar Anastigmat 105mm f/4.5. Questo apparecchio, realizzato in alluminio pressofuso e pelle vulcanizzata, utilizzava lastre in vetro 6,5×9 cm e offriva un sistema di messa a fuoco a cremagliera con scala metrico-imperiale. Il corpo pieghevole consentiva di ridurre l’ingombro del 70%, rendendolo ideale per fotografi itineranti.

Un altro modello emblematico fu la Robot Star 24, prodotta negli anni ’50 con otturatore Gauthier a disco rotante. Capace di 24 esposizioni su pellicola 35 mm, questa fotocamera era dotata di un motore a molla caricabile manualmente che permetteva raffiche a 4 fps. L’otturatore, progettato per resistere a sollecitazioni meccaniche estreme, impiegava un sistema di smorzamento idraulico per ridurre le vibrazioni durante lo scatto.

Negli anni ’60, Gauthier introdusse l’otturatore Prontor-Reflex per fotocamere SLR, caratterizzato da un sistema di specchi sincronizzato che eliminava il ritardo tra il sollevamento dello specchio e l’apertura delle lamelle. Questo modello, utilizzato in apparecchi come la Exakta Varex II, raggiungeva tempi di 1/2000 di secondo grazie a lamelle in titanio dal peso ridotto del 40% rispetto all’acciaio tradizionale.

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